Luoghi del tempo perduto

Piazza del Popolo
- Teatro, Danza -

Con la sua caratteristica forma di “L”, delimitata a oriente dal prospetto laterale della Chiesa Madre con la settecentesca torre dell’orologio, a nord dalla Loggia Brancaccio, a Occidente dal prospetto principale del Castello, Piazza del Popolo è uno dei punti essenziali più famosi e incantevoli di “Una perdita di tempo Festival”, nonché di Ruffano.
In questa piazza si respira sin da subito un’aria diversa, pura. Lo sguardo scorre e accarezza ogni singolo mattone, ogni singolo segno del tempo, si orienta sulla Chiesa per poi passare al Castello (ora Palazzo Pizzolante-Leuzzi). Addossato alla Porta Vecchia, il Castello è tardo quattrocentesco, aggiornato in epoca barocca.
Osservando Piazza del Popolo non si può fare a meno di essere invasi dall’arte e dalla magia del posto, di essere colpiti dalla rara bellezza di ogni singolo dettaglio e dall’antico splendore che il tempo può solo accrescere.
Cuore pulsante del nostro centro storico, fulcro del tempo perduto, punto focale di “Una perdita di tempo Festival”, semplicemente Piazza del Popolo.

Via Vallati
- Cinematografia, Scrittura -

Le lancette di un orologio scandiscono i passi, il tempo incalza, fugge.
Scorre veloce e si perde in un profondo respiro, in un pensiero passeggero, in uno sguardo fugace. Si perde dietro agli angoli e tra le case che fanno capolino, scivola repentinamente sul caratteristico selciato del centro storico, scorre come acqua, si scioglie come neve. Si perde in una via che passa quasi inosservata, timida e stretta, silenziosa e affascinante, uno dei punti focali di “Una perdita di Tempo Festival”, via F. Vallati.

Vico Piccinni II
- Pittura, Fotografia, Illustrazioni, Moda -

Un lampione vecchio stile che si staglia contro il cielo, muri su cui il tempo è scivolato troppo in fretta a strapiombo su una stradina secondaria. L’attenzione è presa dall’alto campanile, che scandisce il tempo del nostro passaggio e quello della vita di tutti i giorni. Punto di riferimento fondamentale per tutti coloro che un tempo passavano le giornate nei campi, il campanile scandiva le ore passate a lavorare, con la fronte madida di sudore, le membra stanche ma determinate. Vecchie case, antichi portoni, sul selciato già milioni di passi. Mentre calpestiamo questo tempo, attraversando e ammirando secoli di storia, rapiti da dettagli che in tanti prima di noi si soffermarono a guardare, riusciamo a tenere la mente libera, il cuore leggero.
Scendendo da via Cesare Battisti o risalendo da Piazzetta Giangreco si intravede nella sua intimità Vico Piccinni II, uno dei punti focali di “Una perdita di tempo Festival”.

Piazzetta Giagreco
- Musica -

Un lampione vecchio stile che si staglia contro il cielo, muri su cui il tempo è scivolato troppo in fretta a strapiombo su una stradina secondaria. L’attenzione è presa dall’alto campanile, che scandisce il tempo del nostro passaggio e quello della vita di tutti i giorni. Punto di riferimento fondamentale per tutti coloro che un tempo passavano le giornate nei campi, il campanile scandiva le ore passate a lavorare, con la fronte madida di sudore, le membra stanche ma determinate. Vecchie case, antichi portoni, sul selciato già milioni di passi. Mentre calpestiamo questo tempo, attraversando e ammirando secoli di storia, rapiti da dettagli che in tanti prima di noi si soffermarono a guardare, riusciamo a tenere la mente libera, il cuore leggero.
Scendendo da via Cesare Battisti o risalendo da Piazzetta Giangreco si intravede nella sua intimità Vico Piccinni II, uno dei punti focali di “Una perdita di tempo Festival”.

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